Regolamento d'Istituto

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Deliberato dal Consiglio di Istituto in data 17 Ottobre 2001.

Aggiornato dal Consiglio di Istituto in data 13.09.2007

Introduzione: Vita della comunità scolastica

La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.

La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni.

La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

Dal primo settembre 2000 le scuole sono diventate “autonome”, ossia sono aumentati i loro poteri in ordine all’organizzazione amministrativa, alla gestione finanziaria, all’autonomia didattica, alla ricerca ed alla sperimentazione.

Il regolamento interno, accanto al P.O.F., assume, pertanto, un ruolo diverso e più significativo, inteso a valorizzare comportamenti ed atteggiamenti in direzione dell’autonomia, senza sostituirsi a leggi e/o regolamenti.

Articolo 1 - Organizzazione della scuola.

Gli organi collegiali della scuola operano sulla base delle norme vigenti.

La loro convocazione viene disposta dal Presidente dell’organo con un preavviso non inferiore ai cinque giorni rispetto alla data della riunione.

La pubblicità degli atti avviene mediante affissione in apposito albo della copia integrale del verbale delle riunioni.

L’organo di garanzia previsto dall’art. 5 del Regolamento di Disciplina è composto dal Dirigente Scolastico, tre docenti, due genitori e due alunni, nominati, triennalmente, dal Consiglio di Istituto.

Articolo 2 - Assemblee e Comitato dei Genitori.

I genitori degli alunni della scuola hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali scolastici. Per il proprio funzionamento l’assemblea deve darsi al più presto un regolamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto.

Alle assemblee dei genitori, di classe o di istituto, possono partecipare, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti rispettivamente della classe o della scuola.

Qualora le assemblee si svolgano all’interno della scuola, la data e l’orario di svolgimento di ciascuna di esse devono essere concordati di volta in volta col Dirigente Scolastico.

Articolo 3 - Funzionamento della Biblioteca, dei Gabinetti Scientifici, dei Laboratori, delle Palestre e dell’Aula Magna.

Il funzionamento della Biblioteca è disciplinato da criteri generali stabiliti dal Consiglio d’Istituto, sentito il Collegio dei Docenti, in modo da discutere:

l’accesso alla Biblioteca da parte di discenti docenti e genitori e modalità agevoli di accesso al prestito o alla consultazione secondo gli orari stabiliti dalle circolari interne;

la partecipazione, in via consultiva, degli studenti alla scelta delle dotazioni librarie da acquisire.

Il funzionamento dei gabinetti scientifici e laboratori è regolato dal Consiglio di Istituto in modo da facilitarne l’uso da parte degli studenti, possibilmente anche in ore pomeridiane, per studi e ricerche con la presenza di un docente.

Il Dirigente Scolastico può affidare a decenti le funzioni di responsabile della biblioteca e dei gabinetti scientifici, gli stessi provvederanno a regolamentare e disciplinare gli accessi e la corretta utilizzazione delle strumentazioni, anche al fine di tutelare la salute degli studenti.

Il funzionamento delle palestre è disciplinato da Consiglio di Istituto in modo da assicurarne la disponibilità, a rotazione oraria, a tutte le classi della scuola, e, nei casi di necessità, ad altre scuole.

[Omissis]

Articolo 4 - Ingresso a scuola degli studenti.

L’ingresso a scuola degli studenti è consentito dalle ore 8,10 alle ore 8,15, ora in cui è previsto l’avvio delle lezioni.

I ritardatari saranno ammessi, non dopo le 9,15, in classe o meno dal docente della prima ora, salvo quanto disciplinato dal successivo art. 6. Per eventuali ritardi successivi alla prima ora l’ammissione potrà essere disposta dal Dirigente Scolastico sulla base delle motivazioni addotte.

Ogni 5° ritardo sarà giustificato personalmente da un genitore o da chi ne fa le veci.

In caso di reiterazione di ritardi saranno adottati provvedimenti disciplinari.

Articolo 5 - Periodo di ricreazione.

Durante il periodo di ricreazione (che si svolge dalle ore 11,10 alle ore 11,20) è opportuno che gli alunni non si discostino dalla classe o dall'insegnante, al fine di evitare a quest’ultimo responsabilità gravose.

Anche il personale ausiliario è impegnato nella vigilanza degli alunni durante gli intervalli o durante le brevi assenze dei docenti dalle rispettive classi.

È fatto divieto di fumare nei corridoi, nelle aule e nei bagni. Saranno effettuati periodici controlli.

Per i trasgressori sono previsti seri provvedimenti disciplinari.

La ricreazione deve svolgersi, comunque, entro il perimetro della scuola.

Articolo 6 - Ritardi ed assenze.

L’ammissione per studenti in ritardo è disposta, o meno, dal docente della prima ora.

La sua decisione è definitiva, salvo interventi del dirigente scolastico sulla base di acclarate motivazioni sopraggiunte.

Le assenze vengono giustificate, o dichiarate ingiustificate, dal docente della prima ora, che annoterà le sue decisioni sul registro di classe.

Per le assenze causate da malattia è necessaria l’esibizione del certificato medico, se oltrepassanti i tre giorni. Le assenze collettive sono da considerarsi, secondo il dettato normativo, ingiustificate:

possono essere considerate giustificate – fino a 5 – se decretate dal Comitato Studentesco in presenza di gravi motivi, riconosciuti dal Dirigente Scolastico.

La reiterazione di assenze ingiustificate determinerà l’adozione di sanzioni disciplinari.

Articolo 7 - Uscita dalla scuola.

L’uscita anticipata, non prima delle ore 11,15,  sarà consentita dal Dirigente Scolastico solo per motivi gravi documentati o documentabili: in tali casi l’alunno dovrà essere rilevato da un genitore o dall’esercente della patria potestà. Non saranno prese in considerazione richieste telefoniche o non adeguatamente motivate.

Articolo 8 - Assemblee.

Le assemblee d’istituto e di classe rappresentano un’occasione rilevante di crescita democratica oltre che culturale: pertanto gli alunni sono invitati ad una consapevole, ordinata e attiva partecipazione.

Per l’impossibilità di convogliare tutti gli studenti in un unico locale, è consentito lo svolgimento di un’assemblea di plesso ed una di classe al mese – nel limite, la prima, delle ore di lezione di una giornata, la seconda, di due ore. L’assemblea dì classe non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico. Non possono aver luogo assemblee negli ultimi trenta giorni di lezione.

L’assemblea di istituto è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato Studentesco, espressione quest’ultimo dei rappresentanti degli studenti nei consigli di classe, o del 10% degli studenti.

Le assemblee di classe si svolgeranno alla presenza del docente in orario, che ne garantirà l’ordinato svolgimento.

Le modalità di convocazione e di svolgimento delle assemblee sono regolate da quanto previsto dal D. Lgs. 16 Aprile 1994 n. 297.

Articolo 9 - Comitato Studentesco.

Il Comitato Studentesco d’istituto è espressione dei rappresentanti degli studenti nei Consigli di Classe. Oltre ai compiti espressamente previsti dalla legge (convocazione delle assemblee studentesche d’istituto, funzioni di garanzia per l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti all’assemblea) può svolgere altri compiti eventualmente affidatigli dall’assemblea studentesca d’istituto o dai rappresentanti degli studenti nei consigli di classe.

Il Comitato Studentesco non può svolgere dibattiti in ore coincidenti con l’orario delle lezioni.

Compatibilmente con la disponibilità di locali e con le esigenze di funzionamento della scuola, il dirigente scolastico, previa deliberazione di carattere generale del Consiglio di Istituto, potrà consentire, di volta in volta, l’uso di un locale scolastico per le riunioni del Comitato Studentesco, da tenersi fuori dall’orario delle lezioni.

Articolo 10 - Attività parascolastiche ed extrascolastiche.

Saranno incoraggiate e sostenute le attività parascolastiche ed extrascolastiche, purché inserite nella programmazione di classe e/o nel Piano dell’Offerta Formativa.

Articolo 11 - Parcheggio dei mezzi di locomozione degli studenti.

I signori alunni sono invitati a parcheggiare moto e ciclomotori negli appositi spazi previsti all'ingresso della scuola.

Non si assicura alcuna custodia delle moto parcheggiate negli spazi circostanti l’edificio: pertanto gli alunni sono invitati a dotarle di robuste catene.

Articolo 12 - Rapporti con la presidenza.

La presidenza è a disposizione di alunni, docenti, personale A.T.A. e genitori per la soluzione, nei limiti del possibile, di problemi di ordine logistico, organizzativo, didattico.

Articolo 13 - Norme di servizio.

Ogni docente in servizio sarà presente almeno cinque minuti prima dell’ora per consentire il puntuale avvio della lezione.

Il docente a disposizione volontaria o obbligatoria alla prima ora sarà presente nell’istituto al fine di consentire la sollecita sostituzione dei colleghi assenti.

Il docente a disposizione volontaria nelle ore successive alla prima potrà chiedere in anticipo ed ottenere informazione telefonica circa il suo eventuale impegno, garantendo, comunque, in caso negativo, la sua pronta reperibilità.

Per tutta la durata dei colloqui con le famiglie il docente sarà presente nell’istituto dal momento che l’ora di ricevimento è intesa dal legislatore come obbligo di servizio art. 14 comma 2 del D.P.R. n. 399.

Articolo 14 - Vigilanza sugli alunni.

Ogni docente all'inizio della prima ora di lezione accoglierà gli alunni alloro arrivo in classe.

Il docente della prima ora giustificherà le assenze degli alunni controllando che non ci siano contraffazioni. Ogni quinta assenza richiederà I obbligo della segnalazione al Dirigente Scolastico.

Ogni docente segnalerà in presidenza i casi di assenze numerose e/o periodiche.

Ciascun docente, durante il periodo di socializzazione, avrà la responsabilità di vigilare sul corretto comportamento dei propri alunni adottando tutte le misure che egli riterrà necessarie.

Ciascun docente vigilerà affinché gli alunni non fumino nei locali dell’istituto; egli stesso si adopererà per costituire un modello comportamentale.

In spirito di collaborazione con la presidenza, ciascun docente vigilerà sul comportamento degli alunni anche non appartenenti alla propria classe, segnalando al Dirigente Scolastico i casi di indisciplina.

Alla fine delle lezioni ogni docente accompagnerà la classe all’uscita, vigilando affinché non si verifichino incidenti lungo il percorso.

Il docente che, per urgente o grave motivo o per ragioni di servizio, dovesse allontanarsi dalla classe è tenuto ad avvisare il Dirigente Scolastico.

I permessi brevi nonché i permessi per motivi di famiglia, esami, ecc., previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sono, a seguito di domanda, autorizzati dal Dirigente Scolastico.

Articolo 15 - P.O.F e deliberazioni degli Organi collegiali.

Ogni docente coopererà al buon andamento della scuola seguendo le indicazioni del P.O.F., collaborando alla realizzazione dei deliberati collegiali e adoperandosi per la realizzazione del piano dell’offerta formativa.

Ciascun docente collaborerà con i colleghi impegnati nella realizzazione di particolari progetti ovvero con coloro che sono impegnati nei vari dipartimenti.

I docenti sono tenuti alla partecipazione ai corsi di aggiornamento programmati dal Collegio dei Docenti.

L’anno scolastico è diviso in quadrimestri o trimestri sulla base delle decisioni assunte dal Collegio Docenti

Ai docenti è data facoltà di chiedere la giornata libera infrasettimanale in fase di predisposizione d’orario indicando su apposito modulo quella prescelta con le relative motivazioni.

Resta evidente che la concessione della stessa sarà subordinata alla compatibilità con le esigenze di servizio (orario settimanale delle lezioni).

Il modulo richiesta va presentato al Dirigente Scolastico.

Articolo 16 - Prove di valutazione.

Le prove di valutazione degli alunni, intese a verificare il raggiungimento degli obiettivi fissati nella programmazione, devono essere “congrue” in relazione all'andamento scolastico.

La comunicazione del voto e delle relative motivazioni deve essere immediata.

Articolo 17 - Rapporti scuola-famiglie.

I docenti curano i rapporti con i genitori degli alunni delle rispettive classi (art. 395 del D. Lgs. 16 Aprile 1994, n. 297), secondo le modalità e criteri proposti dal collegio dei docenti e definiti dal Consiglio di Istituto compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’istituto e in modo da consentire la concreta accessibilità al servizio.

Il Dirigente Scolastico, sulla base delle proposte degli organi collegiali, predispone il piano annuale dei rapporti con le famiglie, prevedendone le modalità operative di attuazione e i conseguenti impegni orari dei docenti.

I colloqui previsti nel corso dell’anno scolastico devono essere previsti nel piano generale predisposto dal Collegio Docenti.

I docenti sono tenuti ad avvertire tempestivamente tramite la segreteria, le famiglie in caso di scarso profitto degli allievi, al fine di ricercare le più opportune soluzioni “mirate” ad un recupero individualizzato.

È previsto, inoltre, l’invio di una scheda informativa due volte all’anno.

Articolo 18 - Interventi di recupero e di sostegno.

Gli interventi di recupero, sostegno, potenziamento e sviluppo saranno articolati secondo modalità differenti in rapporto alla differenziazione della domanda e ad una articolata razionalizzazione del lavoro.

Le modalità operative saranno chiarite ed illustrate nel P.O.F. annuale.

Articolo 19 - Visite guidate e viaggi di istruzione.

Abrogato e sostituito dal Regolamento sulle uscite didattiche, visite guidate, viaggi di istruzione” approvato dal Consiglio di Istituto in data 14 novembre 2011

 

 

Articolo 20 – Uso dei telefonini

 E’ vietato l’uso dei cellulari durante le attività didattiche, in quanto elemento di disturbo al corretto svolgimento delle ore di lezione.

E’ ammesso l’uso dei cellulari nelle sospensioni didattiche, all’ingresso e all’uscita della scuola.


REGOLAMENTO DI DISCIPLINA 

Art.1

Le sanzioni disciplinari a carico dei discenti sono:

1.   ammonizione privata in classe;

2.   allontanamento dalla classe;

3.   ammonimento scritto;

4.   sospensione fino a 15 giorni;

5.   sospensione per una durata definita e commisurata alla gravità del reato;

6.   sospensione fino al permanere della situazione di pericolo.

Art.2

Gli organi competenti ad infliggere le sanzioni vengono cosi individuati:

-     per le sanzioni di cui ai punti 1 e 2 dell’art. l: docente o dirigente scolastico;

-     per le sanzioni di cui al punto 3 dell’ art. 1: dirigente scolastico;

-     per la sanzione di cui ai punti 4 - 5 - 6 del citato art.1: consiglio di classe.

Art.3

Le sanzioni disciplinari di cui ai commi 1-2-3 dell’art.1 del regolamento di disciplina si intendono riferite a violazioni non gravi dell’art. 3 dello Statuto degli studenti e delle studentesse.

Per le sanzioni determinanti allontanamento dalla comunità scolastica vengono individuate quattro tipologie fondamentali:

1.   uso di espressioni verbali violanti i doveri sagomati dall’art.3 del citato statuto;

2.   violazioni delle disposizioni interne, del regolamento di istituto (comprese le norme riguardanti la frequenza) e delle misure di sicurezza;

3.   danni o furti, rilevanti, agli arredi ed alle strutture scolastiche;

4.   azioni violente ai danni di terzi

Per le tipologie evidenziate saranno somministrate le seguenti sanzioni:

da l a 3 giorni per le tipologie di cui al punto 1;

da 1 a 4 giorni per le tipologie di cui al punto 2;

da 1 a 15 giorni per le tipologie di cui al punto 3, con contestuale risarcimento dei danni;

da 3 a 15 giorni per le tipologie di cui al punto 4.

Per allontanamenti superiori ai 15 giorni dovrà essere accertata una situazione di pericolo per l’incolumità delle persone o l’esistenza di una pronunzia giudiziaria.

 Art.4

Per salvaguardare il diritto alla difesa del discente, i fatti alla base dell'iter disciplinare, prevedenti eventuali allontanamenti dalla comunità scolastica, saranno contestati per iscritto dal dirigente, con termine di 10 giorni, dal ricevimento, per l'invio di eventuali contro-deduzioni. In ogni caso il discente ed i suoi genitori saranno invitati a partecipare alla prima delle due riunioni dell'organo deliberante, esibendo opportune testimonianze.

L'organo collegiale considererà, in ogni caso, la situazione personale dello. studente e potrà convertire la sanzione in attività a favore della comunità scolastica in ossequio al "principio della riparazione del danno" cui ogni sanzione deve ispirarsi.

Tutti i provvedimenti di allontanamento dalla comunità scolastica saranno integralmente comunicati ai genitori, con i quali saranno attivati rapporti tali da garantire un funzionale rientro didattico ed educativo.

 Art.5

Per le sanzioni ai punti 1 - 2 - 3 dell'art. l e ammesso ricorso entro 15 giorni ad un "organo di garanzia", formato dal dirigente scolastico, tre docenti, due genitori a due alunni, nominati dal Consiglio di Istituto.

Per le sanzioni ai punti 4 - 5 - 6 è ammesso ricorso, entro trenta giorni, al Provveditore agli Studi.